LAVANDERIA: CHI SIAMO

Lavanderia Industriale: correva l’anno 1962

Per capire la nostra storia e le ragioni di sessant’anni di attività nell’ambito del lavaggio industriale di tessuti, occorre accennare al contesto territoriale in cui ci collochiamo. Nel 1962, a Carpi, era in via di sviluppo il settore della maglieria: la nostra realtà fu tra le prime a rispondere alla richiesta di lavaggio industriale per un articolato sistema di micro e piccole imprese. Il nascente distretto della moda era già contraddistinto da un capillare intreccio di produttori di capi finiti e fornitori di lavorazioni conto terzi, dall’indice di specializzazione altissimo, lavanderie e tintorie incluse.

Lavanderia industriale e territorio

Il boom del distretto tessile e del Made in Italy

In quei decenni non c'era famiglia carpigiana che non avesse in casa una macchina per maglieria a cui lavoravano soprattutto le donne. Da attività domestiche part time molte si trasformarono in ditte vere e proprie che contribuirono al successo d aziende e marchi più grandi, rinomati per raffinatezza e accuratezza delle realizzazioni. Il distretto tessile divenne in pochi decenni la capitale italiana ed europea per la produzione di tessuti e di abbigliamento, per il Pronto Moda, la maglieria e le confezioni made in Italy.

Rimangono i plus del distretto: know how e tessuto sociale

Negli anni Novanta, tuttavia, la delocalizzazione e la globalizzazione innescarono una forte crisi del settore che causò un forte ridimensionamento. Oggi nel distretto nascono i capi di maglieria e confezione che grandi marchi progettano e firmano, ma non producono, mantenendo all’interno solo le funzioni di progettazione, scelta dei materiali, logistica, qualità, magazzino e gestione commerciale. La produzione è appaltata in subfornitura a laboratori esterni specializzati in singoli settori e fasi di lavorazione. Imprese che sono riuscite ad adeguare e rendere flessibili le loro strutture. È a queste imprese che Lavanderia Industriale continua a offrire servizi di alta qualità su capi di maglieria finiti o semilavorati e capi di jeanseria, con tecnologie sempre nuove e personale specializzato.

Il fil rouge che lega il truciolo alla maglieria

Secoli prima il territorio era rinomato per la lavorazione del legno di salice, ridotto prima a strisce sottili poi intrecciato per realizzare cappelli e borse. L’arte del truciolo come attività prettamente femminile e famigliare continuò fino al Novecento con la nascita di cappellifici e fabbriche che ebbero un ruolo importante per l’emancipazione femminile del nostro territorio. Quando subentrò la maglieria il tessuto sociale era già preparato e fertile per la creazione di un nuovo distretto produttivo manifatturiero.

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28000
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